Il 18 marzo 2026 ho avuto l’onore di intervenire in Sala della Regina alla Camera dei Deputati, al convegno “La riforma delle professioni e il ruolo degli Ordini professionali”. Come presidente di CONEPRO ho portato il punto di vista dei dottori commercialisti ed esperti contabili all’interno del più ampio dibattito sulla riforma degli ordinamenti professionali.
Ho spiegato che, a mio avviso, la riforma generale degli Ordini non è contro i commercialisti: diventa un problema solo se i decreti che riscriveranno il D.Lgs. 139/2005 verranno fatti senza ascoltare la nostra categoria. La legge sugli Ordini rappresenta la cornice generale; il disegno di legge di riforma del 139/2005 è l’attuazione specifica per noi, chiamata ad aggiornare oggetto della professione, attività riservate, forme di esercizio, governance e formazione continua.
Ho ricordato come il commercialista non sia più solo un gestore di adempimenti, ma un vero consulente d’impresa a tutto campo: ci occupiamo di crisi e risanamenti, operazioni straordinarie, pianificazione fiscale e finanziaria, rapporti con il sistema bancario, sostenibilità. La delega deve riconoscere questa evoluzione, rendendo la disciplina più chiara e coerente con i principi europei di proporzionalità e concorrenza, ma anche capace di tutelare l’interesse pubblico legato al fisco e all’economia reale. Nel mio intervento ho insistito su giovani, accesso e specializzazioni: integrazione di tirocinio ed esame di Stato nei percorsi universitari per ridurre i tempi di ingresso e contrastare il calo di attrattività della libera professione, e sviluppo di specializzazioni riconosciute (crisi d’impresa, fiscalità internazionale, valutazioni, contenzioso) per valorizzare il merito e dare al mercato punti di riferimento più leggibili.
Ho richiamato poi il ruolo delle società tra professionisti e delle reti, che impongono a Ordini e associazioni di dialogare con strutture organizzate, non solo con singoli studi. In questo scenario ho rivendicato il contributo dell'azione associativa di CONEPRO: supportare innovazione, aggregazione degli studi e formazione mirata, lavorando in sinergia con gli Ordini e non in concorrenza. Un passaggio centrale è stato dedicato a formazione digitale, intelligenza artificiale ed equo compenso: ho sottolineato che dobbiamo investire in competenze nuove e che i parametri vanno usati come strumento di tutela della dignità professionale, non come tariffe rigide incompatibili con la concorrenza. Senza compensi adeguati, infatti, qualità e investimenti non sono sostenibili. Ho voluto infine porre l’accento sulle donne professioniste: la riforma è l’occasione per introdurre misure concrete su maternità, accesso agli incarichi e parità di genere negli organi, andando oltre le dichiarazioni di principio.
Ho concluso con una convinzione chiara: il vero rischio non è la riforma in sé, ma un cattivo uso della delega. Per questo ho chiesto che i decreti attuativi sul 139/2005 siano costruiti con un confronto reale tra Governo, Consiglio Nazionale, Ordini territoriali, associazioni. Solo così la riforma potrà essere un’opportunità e non un rischio per il sistema Paese, e potremo avere commercialisti davvero riconosciuti come partner strategici delle istituzioni e delle imprese.
Renato Burigana
Presidente@conepro.it