CARI AMICI E COLLEGHI...

Cari amici e colleghi,

Sono le 18.01 di questo venerdì 16 gennaio 2026. I seggi si sono chiusi, le piattaforme di voto si sono spente, e dentro di me - lontano dai riflettori e dalle dinamiche ufficiali - affiora un pensiero che voglio condividere con voi. Sinceramente, col cuore in mano.

Ci saranno vincitori e vinti, è inevitabile. È il gioco democratico, giusto e necessario, lo conosco, avendo dato il mio contributo tempo fa. Ma ogni quattro anni, puntuale come un orologio, questo momento mi regala lo stesso "sentiment": un misto di tristezza e rassegnazione che fatico a nascondere.

Perché? Perché vedo schieramenti contrapposti. Vedo battaglie combattute a colpi di slogan e promesse. Vedo linee di divisione che attraverso messaggi WhatsApp, social e quant’altro proliferano tra colleghi. Dentro quegli schieramenti ci siete voi: amici, colleghi, soci di Conepro che per quattro anni avete lavorato fianco a fianco, sorriso insieme, chattato nelle nostre chat, creato progetti, condiviso cene e momenti conviviali, vissuto fatiche e soddisfazioni.

Quando entrai in questo mondo, nel lontano 1994, pensavo - forse ingenuamente - che la nostra categoria fosse coesa al 100%. Almeno sui temi fondamentali: quelli che riguardano la nostra vita professionale, la nostra crescita, le vere necessità degli iscritti. Col tempo ho scoperto che le divisioni sono tante, troppe, e a volte così profonde da farci perdere di vista ciò che davvero conta.

Ma tant'è.

Faccio un sincero in bocca al lupo a tutti: a chi ha raggiunto l'obiettivo e a chi non lo ha raggiunto.

 A tutti auguro che possano trarre giovamento dall'operato di chi è stato eletto.

Perché così dovrebbe essere. Sempre.

Scusate questa disquisizione personale, ma come presidente di un'associazione "super partes" come Conepro, sento nel profondo la responsabilità di unire, aggregare, fortificare i contatti.

Non certo di alimentare il "divide et impera", quell'atteggiamento che, dicono, fosse di Giulio Cesare.

Vorrei vedere un cambiamento di rotta. Lo desidero con tutta la forza che ho. Vorrei che questi appuntamenti quadriennali non fossero più arene di battaglia con il coltello tra i denti, ma veri momenti di aggregazione totale, opportunità concrete per dare nuovo impulso al compattamento degli iscritti, occasioni per evidenziare ciò che ci unisce, non ciò che ci divide.

La speranza c'è sempre - lo sapete, sono un ottimista cronico - e la voglia concreta di realizzare questo cambiamento non morirà mai. Non in me. E spero, non in voi.

Auguri a tutti, davvero. A chi governerà e a chi controllerà. A chi ha vinto e a chi ha perso.

Ma ora, per favore, torniamo a fare il nostro lavoro. Torniamo a combattere nel quotidiano, nelle difficoltà di questa bellissima, maledetta, meravigliosa professione che ci tiene svegli la notte e ci riempie il cuore di soddisfazione.

Torniamo ad essere quello che siamo: una comunità professionale, con CONEPRO sempre al fianco di tutti.

Alla prossima tornata elettorale... ma con lo spirito giusto.

Con affetto e stima, 

Il vostro Presidente 

www.conepro.it

P.S. - Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni è che le divergenze di idee non devono mai diventare divisioni tra persone. Perché alla fine, quando si spengono le luci delle elezioni, rimaniamo noi: colleghi, professionisti, esseri umani. E questo vale infinitamente di più di qualsiasi schieramento.

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